Mensile N°1Sara Conti

Oltre lo schermo

Riflessioni su come i social media hanno trasformato il nostro rapporto con la realtà.

Viviamo immersi in un flusso continuo di immagini, parole, reazioni. Ogni giorno, lo schermo del telefono ci restituisce una versione del mondo che qualcuno ha scelto di mostrarci — o che un algoritmo ha deciso dovessimo vedere.

Ma cosa succede quando smettiamo di guardare?

L’illusione della connessione

I social network ci hanno promesso vicinanza. Invece, spesso, ci hanno consegnato una solitudine nuova: siamo insieme ma distratti, connessi ma non presenti. Le notifiche scandiscono il ritmo delle nostre giornate, e il tempo dell’attesa — quel tempo vuoto che una volta riempivamo con pensieri, sguardi, incontri casuali — è stato abolito.

La politica nell’era del like

Anche la politica si è adattata. I dibattiti si consumano in 280 caratteri, le campagne elettorali si giocano sulla capacità di produrre contenuti virali. La complessità si perde, sostituita dalla semplificazione polarizzante del “noi contro loro”. Eppure, proprio questi stessi strumenti hanno reso possibile mobilitazioni prima impensabili.

Tornare al corpo

Forse la sfida del nostro tempo è proprio questa: usare la tecnologia senza lasciare che ci usi. Ricordarci che abbiamo un corpo, che occupa uno spazio, che ha bisogno di toccare altri corpi. Le piazze piene degli ultimi anni ci dicono che questo bisogno è più vivo che mai.